OMEOPATIA

Le Medicine non Convenzionali (MnC) sono tutte quelle pratiche mediche non riconosciute ufficialmente dalla medicina ufficiale o convenzionale. In tale ambito quelle che hanno ricevuto una sufficiente evidenza scientifica sono definite Medicine Complementari (MC): agopuntura, omeopatia, fitoterapia e medicina manuale. In Toscana, a partire dal 1996, gli atti di programmazione sanitaria contengono riferimenti alle MnC e gli ultimi tre Piani Sanitari Regionali ne prevedono specifiche azioni a sostegno. Sempre in Toscana sono attivi circa 60 servizi pubblici che erogano prestazioni inerenti le MC e 3 Centri Regionali di Riferimento. Questa regione si è dotata della L.R. 9/2007 recante «Modalità di esercizio delle MC da parte dei medici e odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti».

Secondo quanto definito dalla FIAMO (Federazione Italiana Associazioni Medici e Veterinari Omeopati), l'omeopatia è un metodo clinico e terapeutico basato sulla «Legge dei Simili», formulata da Samuel Hahnemann alla fine del XVIII secolo e sull'uso di medicinali a «dosi infinitesimali». La Legge dei Simili afferma che è possibile curare e guarire un malato somministrandogli una sostanza che, in un uomo sano, riprodurrebbe i sintomi rilevanti e caratteristici del suo stato patologico. Nella pratica clinica omeopatica il medico, dopo aver comunque formulato una diagnosi medica tradizionale, prende in considerazione la sintomatologia totale, psico-fisica, del malato e somministra il medicinale più «simile» ai modi peculiari con i quali il malato esprime la «sua» malattia: la terapia è pertanto strettamente personalizzata. La terapia omeopatica agisce stimolando le reazioni naturali di difesa e di riequilibrio dell'organismo e porta a un miglioramento o a una guarigione naturali, frutto della correzione dello squilibrio funzionale profondo che aveva portato all'affiorare dei sintomi di malattia. L'omeopatia chiama sifilis la tendenza distruttiva delle manifestazioni patologiche, in ricordo delle lesioni ai tessuti provocate dalla sifilide. In opposizione alla sifilis esiste la sicosi (dal greco sicos: fico) che indica tutto ciò che si manifesta in eccesso e crescita (come per esempio i tumori). L'atteggiamento distruttivo o ipertrofico è inteso sia per il piano fisico che per quello mentale. Esiste infine una terza modalità reattiva che si chiama psora e indica tutte le manifestazioni caratterizzate da una ipo-funzione, una carenza o un difetto. Psora, sicosi e sifilis, sono quindi i tre aspetti fondamentali attraverso i quali ogni organismo manifesta le sue patologie. In linguaggio omeopatico essi si definiscono miasmi o diatesi e si trasmettono per via ereditaria. Nella medicina omeopatica la Forza vitale (principio vitale o dynamis) è un concetto cardine ed è complementare a quello di materia. Si tratta di un'essenza immateriale che conferisce all'organismo materiale tutte le sensazioni e le funzioni vitali. In pratica è quel quid che fa la differenza tra un essere vivo e uno morto. E’ il Principio a cui si rivolge il medico omeopata, con il rimedio ben scelto, per riportare lo stato di salute nel malato. Samuel Hahnemann* ha avuto il merito di introdurre in campo medico la fisiologia della Forza Vitale che aiuta a comprendere la genesi delle malattie e la dinamica del movimento dei sintomi durante la cura. Ogni essere vivente esprime i sintomi con delle caratteristiche particolari definite modalità. È come se due persone  parlando dicessero le stesse cose ma con espressioni diverse tali da renderle uniche e riconoscibili. Ad esempio la febbre può essere accompagnata dalla presenza o assenza di sete. Una tosse può essere scatenata dal vento freddo o da un'emozione. La legge di Hering è una semplice legge della fisiologia nata in ambito omeopatico ma di valore universale: ricorda come i sintomi tendono a manifestarsi prima all'esterno e poi all'interno e dal basso verso l'alto. Durante la cura, al contrario, scompaiono prima i sintomi interni e poi quelli esterni. Il motivo fondamentale è che l'organismo cerca di preservare gli organi più importanti (quelli interni) e quindi sacrifica prima quelli che lo sono meno (gli esterni).Dal come, dove, quando e perché si manifestano i sintomi l'omeopata parte per la scelta di un singolo rimedio.

I rimedi omeopatici derivano dai tre Regni della natura (minerale, vegetale e animale) e da alcuni tessuti e secrezioni umane. Le sostanze di partenza sono variamente preparate e diluite** e si utilizzano quindi dosi infinitesimali. La succussione è un movimento agiratorio, in forma di forti colpi verticali, che si imprime al rimedio omeopatico dopo ogni diluizione. Diluizione e succussione costituiscono la dinamizzazione del rimedio omeopatico e trasformano una sostanza in una potenza omeopatica. La loro azione è indagata dalla fisica quantistica. Il rimedio omeopatico unitario è un medicinale omeopatico che deriva da una sola sostanza, studiata secondo la sperimentazione omeopatica e identificata con il suo nome scientifico latino. Al contrario, esistono i complessi che sono farmaci definiti con un nome commerciale di fantasia e che contengono più sostanze omeopatiche. La sperimentazione omeopatica (proving) è il metodo originale che l'omeopatia usa per conoscere il potere medicamentoso delle sostanze. Persone volontarie sane assumono le sostanze opportunamente preparate secondo la farmacopea omeopatica e registrano i sintomi che producono. Dopo opportuna analisi ed elaborazione questi sintomi costituiranno la Materia Medica del rimedio sperimentato. Questo rimedio sarà utilizzato, secondo la Legge di similitudine, per curare altre persone che, per altri morivi, hanno presentato sintomi simili. La sperimentazione omeopatica è ben codificata e attualmente condotta con precisi criteri scientifici.

La dose omeopatica non è legata al peso del soggetto da curare ma, in generale, al tipo di patologia (acuta, cronica, funzionale o lesionale), alla forza vitale del paziente (soggetto anziano, bambino, debole, forte) e al grado di similitudine tra rimedio e paziente.

I vantaggi della medicina omeopatica sono numerosi e in sintesi riguardano la salute animale (efficacia e benessere), la salute umana (assenza di residui chimici negli alimenti), l'ambiente (assenza di residui chimici nelle deiezioni), l'allevatore/responsabile (praticità d'uso, costi ridotti, risparmi diretti e indiretti), il medico omeopata (principi di riferimento e miglioramento delle relazioni). Bisogna anche ricordare che a fronte di tanti vantaggi abbiamo anche inevitabilmente dei limiti come tutte le medicine e le cose di questo mondo.

Paolo si è laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università di Pisa con una tesi dal titolo “Comportamento di alcuni elementi tossici nella dieta della lepre (lepus europaeus) in relazione all’acidità delle piogge”, con una valutazione di 104/110.

Si iscrive all'albo dei Medici Veterinari di Pisa.

Nel 1990 ottiene un incarico a convenzione dall'U.R.A.T.A. (Unione Regionale Associazioni Toscane Allevatori) per l'assistenza tecnica specialistica veterinaria in allevamenti bovini ed ovini.

Nel 1991 segue il corso di perfezionamento su ginecologia e ipofertilita' bovina organizzato dall'A.I.A. (Associazione Italiana Allevatori) a Torino.

Sempre nel '91 ottiene l'incarico per alcune lezioni nel corso di formazione professionale per ovinicoltori.

Nel triennio '90-'93 segue la Scuola Superiore Intemazionale di Omeopatia Veterinaria "Rita Zanchi" di Cortona e si diploma con una tesi sperimentale riguardante le applicazioni pratiche di medicina omeopatica veterinaria nell'allevamento ovino (“Studio e trattamento omeopatico di un gregge di pecore di razza massese”).

Negli anni '92-'93 segue il corso per "Tecnici operanti nel programma di assistenza tecnica nel settore zootecnico ovino" con esperienze pratiche in Francia e Spagna.

Dal 1995 al 2001 attua un programma regionale di assistenza tecnica mediante l'uso della medicina omeopatica rivolto alle aziende biologiche su tutto il territorio regionale gestito dall'U.RA.T.A.

Nel '96 frequenta un corso per "L'assistenza tecnica in zootecnia".

Sempre nel '96 ha un incarico per insegnamento al corso di aggiornamento per veterinari sulla medicina omeopatica, svoltosi a Firenze, organizzato dall'A.I.A.

Nel settembre del '96 ha un incarico di docenza dall'A.R.S.I.A. in un corso di specializzazione su "Tecniche di agricoltura biologica: aspetti foraggero zootecnici" svoltosi a Capannori (LU).

Negli anni '96 e '97 tiene una serie di seminari sull'uso della medicina omeopatica negli allevamenti biologici in varie province della Toscana organizzati dal Coordinamento Toscano Produttori Biologici in collaborazione con le Amministrazioni Provinciali.

Nel '97 inizia una sperimentazione triennale sull'uso della medicina omeopatica in un allevamento ovino da latte per conto dell'A.R.S.I.A. e della Scuola Veterinaria Omeopatica di Cortona.

Dal 1999 al 2001 svolge una sperimentazione triennale sull'uso dell'omeopatia veterinaria in allevamenti di bovini da latte e da carne per conto della Comunità' Montana del Mugello e della Facoltà' di Agraria Dip. di Zootecnia dell'Università' di Firenze.

Nel novembre 2000 ha un incarico di docenza al corso IFTS denominato "Corso di formazione per Tecnici in agricoltura biologica" presso il Liceo Scientifico Giotto Ulivi di Borgo S.Lorenzo (FI).

Negli stessi anni svolge attività di assistenza tecnica nell'ambito del programma Parchi della Regione in collaborazione con il C.T.P.B, in particolare nel Parco dell'Uccellina (GR).

Dall'anno 2002 svolge Assistenza Tecnica ad aziende zootecniche biologiche in varie province della Toscana nell'ambito della L.R. 34 e 35 del 2001.

Dal maggio del 2003 presta assistenza tecnica specialistica presso gli allevamenti biologici di bovini ed equini della Tenuta di San Rossore nel Parco di M.S.R.M. come veterinario omeopata.

Nell'anno 2007 inizia una sperimentazione triennale sempre per conto della Comunità Montana del Mugello e della Facoltà di Agraria Dip. di Zootecnia dell'Università di Firenze sull'efficacia ed il costo dei trattamenti omeopatici all'interno di una stalla biologica di bovini da latte.

In data 21/04/2007 svolge una docenza su "La gestione dell'igiene negli allevamenti non convenzionali" nell'ambito del Master in "La gestione del rischio nelle filiere delle produzioni animali" della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Pisa.

Dall'anno 2007 è docente effettivo alla Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica “Dott. Rita Zanchi” di Cortona (AR).

*Hahnemann Samuel (Meissen 1755 - Parigi 1843): medico tedesco, è il padre fondatore della medicina omeopatica. Nel corso della sua lunga vita ha scritto molte importanti opere tra le quali varie edizioni dell'Organon dell'arte del guarire che rappresenta il testo fondamentale di questa scienza medica. Altri scritti fondamentali sono Le Malattie Croniche e la Materia Medica Pura. Numerosi scritti minori completano l'opera di quest'uomo che ha cambiato il corso dell'arte medica.

**La sigla CH sta per Centesimale Hahnemanniana. Ad esempio il numero 30 (la potenza) indica che il rimedio è stato diluito trenta volte uno a cento. Una diluizione stratosferica per la scienza ufficiale. Solo una media potenza per l'omeopatia.

Testo tratto da: Marco Verdone, “Il respiro di Gorgona”, Libreria Editrice Fiorentina, 2008